A cento metri da questo palazzo
c'era l'antico Caffè
«Doney» che era
il ritrovo di quegli inglesi:
"di passaggio, o ormai residenti
— ed erano molti —
che dalle ville sui colli scendevano
in città all'ora sacra
del «tè».
(…)".
Origine della dinastia dei
Minerbetti a Firenze
E fra i clienti del celebre
caffè, anche quei Minerbetti,
che avevano ormai preso l'aspetto
di fiorentini, e che invece
inglesi — perlomeno in origine
— lo erano anche loro. Arrivati
nella città di Dante che non
era ancora il Duecento; fuggiti
via dall'Inghilterra, quando
uno della loro famiglia, l'arcivescovo
di Canterbury: Tommaso Becket,
venne assassinato nella sua
cattedrale. Fu allora che i
Becket si decisero in molti
per l'esilio, e un ramo di loro,
che non era però il principale,
scelse Firenze: e questi «minori»
Becket furono Minerbetti. Avevano
comprato un'abitazione nella
via della Vigna Nuova, vicino
a quelle dei Rucellai, ma in
seguito — erano gli anni Cinquanta
del secolo XV — si trasferiscono
in delle case all'angolo fra
via del Parione e via dei Legnaioli,
oggi via de' Tornabuoni. Questa
strada, fino al 1340 strettissima,
era stata ampliata per dare
respiro alla piazza sulla quale
prospettano il palazzo dei Buondelmonti
e quello degli Spini, seguiti
poco dopo da quello dei Bartolini
Salimbeni.
Tra il 1300 e il 1700
La famiglia Minerbetti amava
la pace e si adoperava per il
suo mantenimento. Andrea Minerbetti,
Gonfaloniere di Giustizia nel
1434, quando Cosimo il Vecchio
torna dall’esilio di Venezia,
stabilisce che coloro che hanno
generato lo scontro con i Medici
vanno allontanati (…). Un altro
Minerbetti che occupa un posto
importante è Giovanni, che nel
1560 sarà ambasciatore alla
corte di Spagna per incarico
di Cosimo I de' Medici. Trentatrè
priori e dodici gonfalonieri:
è una cifra da primato, li ritroviamo
in incarichi di prestigio nella
pubblica amministrazione anche
quando, chiusasi la stagione
dei Medici, ebbe inizio quella
dei Lorena. Fino a quel 1771
quando, mancando eredi maschi,
la famiglia si estinse. Il palazzo
nella via de' Tornabuoni ha
conservato attraverso i secoli
quelle sue particolari caratteristiche
di semplicità. Una costruzione
solida, dall’aspetto che si
può dire imponente con le sue
otto finestre per ognuno dei
tre piani; sulla destra del
portone un'arcata, oggi chiusa,
che era un passaggio dalla via
de’ Tornabuoni a quei chiassoli
che fanno ancora grappolo sul
retro del palazzo.(…)