Dalle colline della Val
di Sieve a Vallombrosa
Da Firenze si imbocca la vecchia
via Aretina sino a Rovezzano
per poi proseguire sulla statale
che costeggia il corso del fiume
Arno. Oltrepassati gli abitati
di Girone e Compiobbi si giunge
alle Sieci, dove è la Pieve
di San Giovanni Battista a Remole,
risalente al 1100. Nella parete
di fondo del coro conserva una
tavola con Crocifissione opera
della scuola del Botticelli
(XV sec.). Lasciate le Sieci
si entra in Pontassieve, antico
castello Fiorentino per poi
risalire la Valle del fiume
Sieve (strada statale n.67 Tosco
Romagnola). La valle, avvicinandosi
alla Rufina, si allarga. Attraversato
l'abitato si imbocca poco dopo
sulla destra la strada per Pomino.
La stradella si inerpica tra
splendidi panorami giungendo
a Castiglioni dove è la Pieve
di S. Stefano, risalente al
XII secolo, che costituisce,
come la Pieve di San Bartolomeo,
un esempio di architettura religiosa
romana tipica del contado fiorentino
scaturita dalla fusione di elementi
stilistici tratti dalla cultura
lombarda con la tradizione tardo-antica.
Proseguendo per un'erta salita,
dopo l'abitato di Rimaggio si
entra in Pomino ove è la Pieve
di San Bartolomeo risalente
al XII-XIII secolo. Vi si conservano
una preziosa terracotta invetriata
di Luca della Robbia ed una
tavola del '400 raffigurante
la Madonna col Bambino e Santi
attribuito al Maestro di S.
Miniato.
Lasciato Pomino si prosegue
per Borselli: poco prima dell'abitato
si incontra la Chiesa di S.
Maria a Tosina - già ricordata
nel 1038 - su cui esercitò il
patronato l'eremo di Camaldoli.
Proseguendo in direzione sud,
sulla strada statale n. 70 della
Consuma, si raggiunge Diacceto;
si prende quindi a sinistra
la strada per Pelago, antico
castello dei conti Guidi. Nella
centrale piazza Ghiberti, prospetta
un fianco la Chiesa di S. Clemente,
ricostruita nel 1782 dall'Abbazia
di Vallombrosa sull'impianto
di una più antica cappella romanica.
Il percorso continua così verso
Vallombrosa, incontrando i caratteristici
borghi di Paterno e Tosi: qui
la strada si insinua in un ambiente
naturale affascinante, ricchissimo
di boschi, di sorgive e di diverse
specie di animali. L'Abbazia
di Vallombrosa è situata proprio
nella splendida foresta creata
e curata nei secoli dai monaci
e dichiarata nel 1973 Riserva
Biogenetica Naturale. Numerose
le opere d'arte conservate nell'Abbazia:
un bassorilievo robbiano nel
vestibolo prospiciente il refettorio,
quindici tele di Ignazio Hugford
nel refettorio, il coro ligneo
della chiesa intagliato e intarsiato
da Francesco da Poggibonsi.
Lasciata l'Abbazia si scende
a Tosi e poi a Donnini immettendosi
sulla strada provinciale detta
"Sette Ponti" il cui tracciato
corrisponde in parte alla Cassia
Vetus, antica strada etrusca,
poi romana e medievale. Lungo
la strada dei Sette Ponti si
incontrano alcune bellissime
pievi (Pieve di Pitiana a pochi
chilometri da Donnini, Pieve
di Sant'Agata in Arfoli a 2
km. da Pietrapiana). Seguendo
le indicazioni per Figline Valdarno
si raggiunge , a pochi chilometri
dal centro di Reggello, la Pieve
di San Pietro a Cascia, esempio
di architettura romanica perfettamente
conservato.